Daily Forex : La Germania su tutti

Mercoledì é stato detto da alcuni (ma non da noi) che la crisi della zona euro stava ora diffondendosi verso il centro, sulla scia dei risultati dell’asta per i Bund....

Mercoledì é stato detto da alcuni (ma non da noi) che la crisi della zona euro stava ora diffondendosi verso il centro, sulla scia dei risultati dell’asta per i Bund. Da ieri ne è scaturita una riflessione più chiara sulla posizione della Germania in Europa. La Francia si è allineata alla Germania, il Presidente Sarkozy, ha reso meno insistenti le sue chiamate per una maggiore partecipazione della BCE, mentre il Cancelliere tedesco mantiene la sua opposizione verso le eurobbligazioni. La Merkel vorrebbe invece vedere modifiche del trattato che possano accelerare il processo di integrazione fiscale dell’area dell’euro. Contemporaneamente i rendimenti delle obbligazioni e titoli di debito a breve scadenza tedeschi si dirigevano nuovamente in territorio negativo (rendimento offerto), che sostanzialmente significa dover pagare per il privilegio di erogare un prestito a breve termine al governo tedesco, piuttosto che il contrario. Come abbiamo detto prima, questo è un riflesso del fatto che la liquidità, le strategie di posizionamento e anche gli umori stanno guidando in questo momento i mercati e che queste forze diventeranno sempre più preminenti a fine anno. L’euro è stato deluso ieri, sulla base del fatto che ciò che sta proponendo la Merkel è un sogno a lungo termine e in alcun modo indirizza le questioni di solvibilità attuale delle diverse nazioni dell’eurozona verso una via d’uscita.

CommentiI rendimenti obbligazionari UK (a 10 anni) si sono spinti al di sotto di quelli della Germania ieri, qualcosa che ultimamente era accaduto solo brevemente nel marzo 2009 e prima solo per un breve periodo nel 2000. Ci sono numerose spiegazioni per il salto improvviso dei rendimenti tedeschi. Una parte molto considerevole della domanda di valori rifugio sicuro che recentemente aveva fatto da propulsione verso minimi record per i rendimenti Bund ovviamente si è invertita. Per alcuni investitori e per i trader, parte del fascino del Bund era dovuta molto al fatto che questi dovrebbero presumibilmente mantenere il loro valore anche in caso di un break-up dell’euro e/o se la Germania decidesse di fare il suo cammino da sola lontano dal progetto euro. La determinazione apparente della Merkel ad andare avanti con una maggiore unità fiscale e politica, che é stata resa cristallina nella sua relazione della scorsa settimana al suo annuale congresso di partito, ha parzialmente saziato una parte degli appetiti del mercato verso i Bund tedeschi. Presumibilmente sembrerebbe che la Germania stia ammorbidendo la sua posizione verso gli Eurobond che, se fossero necessari per garantire una maggiore integrazione, costituirebbero l’ovvio, se non inevitabile passo da compiere ad un certo momento. La grande preoccupazione è che questo passo effettivamente esporrebbe la Germania ad ulteriori passività finanziarie significative in quanto garante dei debiti generati da molte situazioni fiscali critiche degli Stati dell’Europa unita. In conseguenza di tutto ciò non è una sorpresa così eclatante vedere scambiare i Gilt sotto i Bund. Il messaggio chiaro a Berlino da parte degli habitué dei bond è semplice: attenzione a non caricarsi più ulteriori fardelli del traballante debito del resto d’Europa.
Il picco di crescita UK. Maggiori dettagli su che cosa sta sostenendo l’economia del Regno Unito sono stati svelati ieri. La crescita primaria é rimasta costante a 0,5% t/T nel terzo trimestre, ma ci sono maggiori dettagli sui fattori di traino. La crescita della spesa delle famiglie é stata piatta, ma dopo quattro trimestri di declino questo potrebbe essere preso come un dato positivo. L’altro fattore è stato il forte aumento delle scorte, dopo un periodo in cui queste erano apparse in fase di stallo. Questo suggerisce che la debolezza vista in parte sui mercati d’oltremare e l’incertezza che questa ha creato sul piano nazionale, ha portato ad un riflesso involontario ad accrescere le proprie scorte ad inventario. Il normalizzarsi di queste, insieme alle costanti turbolenze domestiche portate dall’alta disoccupazione e dalla bassa crescita del reddito reale, continua a suggerire che il terzo trimestre rimarrà comunque il picco massimo di crescita per diversi trimestri a venire.
Il rimodellamento della politica cinese. Presa tra i segnali che indicano che l’economia sta perdendo slancio e che le pressioni inflazionistiche potrebbero attenuarsi, Pechino sta gradualmente allentando le redini della politica monetaria. Questa settimana, gli obblighi di riserva per alcune banche cooperative rurali sono stati abbassati di 50bp. Inoltre lo yuan è caduto di nuovo, al suo livello più basso sul mese in risposta alla forza continua del dollaro. La propensione di Pechino a consentire allo yuan d’indebolirsi è un’ulteriore indicazione della sua determinazione ad assicurarsi che l’economia stia al riparo dai venti cattivi che soffiano dall’estero. La scorsa settimana, il Vice Premier Wang Qishan ha sostenuto che “la situazione economica globale è ancora grave”, lasciando intendere che i funzionari politici riconoscono come stia diventando urgente avviare il processo d’allentamento delle condizioni di finanziamento. Sarebbe sorprendente non vedere nuove mosse verso una direzione più accomodante della politica monetaria in Cina nei prossimi mesi.

I Gilt sorpassano il Bund come rifugio sicuro dell’Europa.

 

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