Daily Forex, Problemi emergenti per il 2012

Anche se l’India ha lasciato i suoi tassi d’interesse incambiati questa mattina, cosa comunque già anticipata, c’erano segni di una possibile riduzione dei tassi provenienti dal governatore della banca centrale,...

Anche se l’India ha lasciato i suoi tassi d’interesse incambiati questa mattina, cosa comunque già anticipata, c’erano segni di una possibile riduzione dei tassi provenienti dal governatore della banca centrale, dando cosi una prospettiva al ribasso dei tassi al livello attuale del 8.50%. La tendenza che abbiamo osservato per i paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) mette in evidenza preoccupazioni di diverso grado. L’economia brasiliana si è fermata durante il terzo trimestre mentre la Cina soffre di contraccolpi crescenti sul mercato immobiliare (vedere più in basso) che potrebbero avere importanti ripercussioni sul mercato bancario. Su questo punto è interessante notare il salto dello yuan la scorsa notte, per arrivare a un massimo nei confronti del dollaro a 6.3294. Questo accade dopo vari giorni durante i quali la moneta si è deprezzata modestamente ciò indica che le autorità cinesi non sono ancora in grado di frenare l’inversione di rotta della moneta, che ha contribuito alla fuga di certi investitori dalla moneta visto le preoccupazioni reale sul livello economico e di credito. In un quadro più grande, è chiaro che la crisi sovrana, che potrebbe condurre a una recessione uguale a quella degli anni 30 come lo sosteneva il rappresentante del FMI la scorsa notte, è in gran parte contenuta nei paesi emergenti. Al contrario l’FMI prevede il calo del debito sovrano dei paesi emergenti, ma per questo ci sarà da combattere venti contrari.

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Cina – così spaventosa come l’Europa. Recenti indagini sulla produzione evidenziano che la crescita in questo settore sta per ridursi, la crescita della massa monetaria è stata la più lenta da oltre dieci anni e, infine, la crescita delle esportazioni è diminuita drasticamente soprattutto con l’Europa. I prezzi degli immobili sono in calo e più rapidamente nelle principali città. Gli investitori, stretti dalle restrizioni sui prestiti e tassi elevati sono stati invariabilmente costretti a vendere nuovi programmi a prezzo scontato in un momento di grossa eccedenza. In molte città, la valutazione immobiliare era diventata insostenibile in termini di rapporti, prezzo / reddito. Come spesso accade, un indebitamento eccessivo accentua lo scivolone della Cina. Secondo l’FMI, il valore dei crediti in percentuale del PIL è raddoppiato nel paese dal 2006. Giustamente, ci sono preoccupazioni crescenti che i forti debiti delle istituzioni finanziarie potrebbero crescere abbastanza in fretta il prossimo anno. La Cina scoprirà presto quanto sia difficile gestire una combinazione di riduzione della leva finanziaria diffusa e un debito enorme. Allo stesso tempo, possiamo dire che la Cina ha un grado di flessibilità disponibile nella sua politica. I rapporti delle riserve bancarie dovrebbero essere abbassati in modo urgente, e di una percentuale significativa, la politica fiscale deve essere rilasciata e alla moneta dovrebbe essere consentito di deprezzarsi, in particolare con una domanda così forte per il dollaro. Questo può portare a controversie e irritare Washington (in particolare durante l’anno delle elezioni), ma sarebbe giustificabile, soprattutto se la Cina scivolasse verso deficit commerciali da record. Gli investitori offshore fuggono dalla Cina negli ultimi mesi almeno – come evidenziato dal calo del 30% dello Shanghai Composite negli ultimi sei mesi, la pressione recente sullo yuan e il declino massiccio delle riserve valutarie cinesi negli ultimi mesi. Quest’anno, l’Europa ha completamente dominato le menti degli investitori e dei trader. Il prossimo anno, i riflettori saranno sulla Cina.

Guerre commerciali Cina/Stati Uniti. Sta diventando brutto tra la Cina e l’America sul fronte commerciale. Come ritorsione per il dumping e sussidi degli Stati Uniti, il ministro cinese del Commercio ha annunciato diritti doganali del 2-21,5% per due anni sulle auto di importazione e SUV con una cilindrata superiore a 2,5 litri. Esso causerà danni a parecchie aziende automobilistiche, come ad esempio GM, Ford e Chrysler, ma anche BMW e Mercedes che hanno grandi unità di produzione sul suolo americano. Purtroppo, questo metodo di rendere pan per focaccia è più frequente in questi giorni tra le prime due superpotenze mondiali. Per esempio, la settimana scorsa gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di portare la Cina al WTO per contestare il fatto che utilizza le misure antidumping contro le esportazioni di pollame dagli Stati Uniti. La Cina sta attivamente utilizzando le disposizioni antidumping dall’inizio della crisi finanziaria globale del 2008 Se la Cina permette alla sua moneta di calare nei prossimi mesi, mentre gli investitori sembrano intenzionati a portare i soldi fuori dal paese, ci si può aspettare che questa piccola controversa commerciale diventi più importante. Le tensioni tra i due paesi sono nuovamente in aumento.
E alla fine, l’inflazione comincia a cadere nel Regno Unito. Almeno i consumatori inglesi potranno finalmente vedere alcuni vantaggi di questo periodo incredibilmente lungo di austerità. L’inflazione così alta per tanto tempo, sembra diminuire secondo gli ultimi dati di vendita per i dettagli del ONS (Office for National Statistics). Il deflatore implicito per l’intera distribuzione (esclusi auto, benzina) è aumentato del 2,6% per l’esercizio chiuso a fine novembre, passando dal massimo del mese di agosto di 3,8%. Gli articoli per la casa sono già in deflazione e le vendite al dettaglio fuori negozi (ad esempio, le vendite online) non vedono alcun aumento virtuale dei prezzi. Da parte loro, i consumatori rimangono estremamente prudenti, con volumi di vendite in caduta dello 0,7% il mese scorso, esclusi carburante e auto, peggio del previsto. Per l’esercizio chiuso a fine novembre, il volume delle vendite è appena positivo. In prospettiva, il livello delle vendite al dettaglio (in volume) non è cambiato dalla metà del 2008. É interessante notare che, dopo una deduzione così importante, le misure di austerità britannica continuano a non mostrare nessun segno di declino. Un sondaggio di questa settimana dice che tre quarti delle persone vogliono che il deficit sia pagato il più presto possibile.

Le previsioni della BNS suggeriscono che c’è più lavoro da fare. La BNS ha mantenuto il plafond su EUR/CHF a 1.20, ma si prevede che ci sarà probabilmente molto da fare sul fronte della moneta, se la deflazione è da evitare in modo continuo. Per il prossimo anno, la BNS si aspetta che l’economia cresca solo dello 0,5% e l’inflazione dallo -0,3% salirà al 0,4% nel 2013. La BNS imposta le sue previsioni per mantenere i tassi a zero e un franco svalutato. La domanda sorge spontanea se quest’ultima ipotesi è probabile e se viene dagli sviluppi del mercato o se la BNS aumenterà il plafond EUR/CHF al fine di fare scendere il franco svizzero. Dato il difficile contesto economico in cui viviamo, sembra che l’ultima soluzione sia più probabile. La BNS era piuttosto rumorosa quando parlava del livello di 1,20 che era sopravvalutato nel mese di settembre. Potrebbe anche essere una fase difficile. Le prospettive per la zona euro sono peggiorate e l’ambiente politico anche pesa sull’euro in questo fine anno. Questo probabilmente significa che la BNS lavorerà di più per difendere il livello di 1,20 per EUR/CHF,e ,crediamo, pensando di spostare a 1,25 e oltre. Ma accadrà l’anno prossimo se la Svizzera eviterà la deflazione profonda.

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