Daily Forex Report, Flessibilità monetarie emergenti

Nessuna grande sorpresa nel vedere il Brasile tagliare i tassi di 50bp durante la notte (portando i principali tassi al 10,5%), dato che gli ultimi dati del PIL avevano mostrato...

Nessuna grande sorpresa nel vedere il Brasile tagliare i tassi di 50bp durante la notte (portando i principali tassi al 10,5%), dato che gli ultimi dati del PIL avevano mostrato che l’economia ha dato spazio a una battuta d’arresto nel terzo trimestre dello scorso anno. Questo dovrebbe essere visto nel contesto di una congiuntura globale più fragile. Il real brasiliano é stata una delle divise major con miglior performance finora quest’anno ed é stato solo minimamente toccato dall’espansione monetaria di ieri. Nel frattempo in Cina le autorità stanno assumendo un approccio diverso di fronte a dati del PIL più moderati (anche se comunque ancora in buona salute), allentando le condizioni di prestito alle principali banche e chiedendo loro di anticipare in modo efficace il prestito nella prima metà dell’anno. Sia il Brasile che ancora di più la Cina sono prova della maggiore flessibilità di politica monetaria di fronte ai rischi globali delle nazioni emergenti in questo momento. Nel frattempo come ha dimostrato l’annuncio dell’FMI di ieri, non ci sono facili strade per coloro che si trovano ad affrontare problemi più grandi, con percorsi di politica monetaria e fiscale in gran parte bloccati.

Commenti

Lo slancio torna indietro a Washington. L’FMI ha confermato le precedenti speculazioni che lo vedevano aumentare la sua capacità di prestito di un ulteriore 500 mld USD (comprensivo dei precedenti 200mld EUR richiesti dall’UE), per fronteggiare le implicazioni di un peggioramento delle condizioni in Europa. La sessione dell’euro si è conclusa in mattinata attorno ai massimi (sopra 1.28 su EUR/USD) sulla scia delle notizie iniziali. Eravamo già stati su questa strada precedentemente grazie alle conferme di un maggiore coinvolgimento dell’FMI. La differenza sembra essere che il fondo monetario internazionale sta cercando di aumentare le proprie risorse per offrire un ammortizzatore all’economia mondiale contro l’impatto di un peggioramento degli eventi in Europa. Gli importi in questione sono anche più sostanziali, si parla di una complessiva capacità di prestito di mille miliardi di dollari. Quelle nazioni che hanno la capacità di estendere il finanziamento dei veicoli di soccorso della zona euro lo faranno probabilmente sotto gli auspici del piano d’azione FMI, che è infinitamente più sperimentato e robusto rispetto a quelli messi in atto in Europa (EFSF che diverrà in ESM). Il fatto che l’FMI stia seriamente esplorando questa possibilità è uno sviluppo positivo. Come sempre però, se la difficoltà sta portando tutti a bordo, le manovre di decollo potrebbero essere bloccate se ci fossero sufficienti dissidenti.

Sul traballante mercato del lavoro UK. Spulciando tra i dettagli, i numeri più recenti confermano che il mercato del lavoro del Regno Unito rimane in uno stato piuttosto fiacco, ed è improbabile che qualcosa possa cambiare a breve scadenza. Il settore privato continua a creare posti di lavoro, 262K nell’anno fino a settembre 2011, ma questo è stato più che compensato dalla caduta dell’impiego nel settore pubblico giù di 276K. L’occupazione generale resta dell’1,4% inferiore al picco di pre-recessione in Q2 ’08. La cosa interessante qui è che questo numero dovrebbe essere inferiore se non fosse per l’aumento del lavoro autonomo, che è superiore rispetto al periodo di inizio recessione del 7,4%. Un rapporto pubblicato durante la notte dal Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) suggerisce che gran parte di questo aumento è dovuto alla debolezza del mercato per le posizioni a lungo termine, il che significa che la gente trova il lavoro che c’è disponibile, la maggior parte del quale é a meno di 30 ore di lavoro alla settimana. L’altro fattore importante nei numeri di ieri è l’ulteriore moderazione nel ritmo di crescita dei salari complessivi. Questo è in aumento di meno del 2% in termini annui, pur essendo stato vicino al 3% all’inizio dello scorso anno: l’impatto dei bonus inferiori. La posizione del Regno Unito che sta vivendo un mercato del lavoro debole, non è certo unica tra le nazioni sviluppate. Tuttavia un fattore determinante è stato l’impatto dell’alta inflazione che spingeva verso il basso la crescita dei salari reali in territorio negativo. Mentre il calo dell’inflazione (visto nelle cifre di ieri) fornirà qualche sollievo, se le tendenze nei numeri di oggi continueranno, l’impatto potrebbe essere comunque debole in quanto la crescita nominale dei salari è moderata.

Rajoy accorre in aiuto delle regioni. I governi regionali a corto di soldi in Spagna si sono visti gettare un’ancora di salvezza dal Primo Ministro Rajoy. Il nuovo ministro del bilancio, Montoro, ha annunciato un pacchetto di misure per le regioni, tra cui una linea di credito e varie altre disposizioni di liquidità, in cambio di un impegno più stretto per un controllo centralizzato sui deficit fiscali. Montoro vuole imporre dei tappi sulla spesa e sul debito per ciascuna delle regioni quest’anno. In controparte alle regioni verrà corrisposto il trasferimento di EUR 8mld che era dovuto a sei mesi fa. I fornitori di beni e servizi a queste municipalità non sono stati pagati per mesi quindi questa è una buona notizia, come lo è l’annuncio che i governi regionali saranno autorizzati a fare domanda per i prestiti dall’Istituto di Credito Ufficiale. In Spagna più del 30% di tutte le spese del governo è intrapresa da questi governi regionali. Inoltre ai governi regionali sono stati concessi ulteriori cinque anni per saldare il di debito collettivo di 140mld di euro che devono al governo centrale. Separatamente, Rajoy si sta anche concentrando da vicino sullo stato precario delle banche spagnole. In particolare egli vuole forzare le banche a ripulirsi dai crediti inesigibili e a rendere più consistenti gli accantonamenti per perdite. Sta lavorando su una serie di misure per il settore bancario che spera saranno pronte entro la metà del prossimo mese. Ovviamente qualcosa deve essere fatto: c’era stata un enorme perdita di depositi da parte delle banche spagnole l’anno scorso. Ad esempio il Banco Espanol de Credito SA, il braccio del Banco Santander per la clientela privata, in Spagna, ha registrato un calo nei depositi del 15% l’anno scorso.

economic calendar

www.fxpro.it