Proprio come i bus di Londra: per un po’ non danno nessuna notizia di loro e poi ne vengono annunciati improvvisamente tre alla volta. La Cina ha dato il calcio d’inizio, annunciando una riduzione di 50bp dei requisiti di riserva bancaria, un azione che noi ed altri stavamo suggerendo recentemente. Questa mossa è stata seguita poco tempo dopo da un audace e necessario intervento coordinato di politica monetaria da parte della Fed e altre cinque banche centrali, che hanno deciso di ridurre l’estrema pressione sui mercati monetari globali abbassando il tasso di interesse sugli swap temporanei di liquidità del dollaro di 50bp. C’é stato poi il salto in alto a sorpresa nell’occupazione degli Stati Uniti di 206K per novembre annunciato da ADP Employers Services. Di gran lunga il punto più critico tra questi era la decisione sul tasso di swap del dollaro che ha subito fatto volare l’EUR due figure più su a 1,35, mentre l’Aussie è salito del 3% oltre 1,03. Le Borse europee hanno accolto l’arrivo di questi tre bus con tre acclamazioni – il DAX è aumentato del 5%. Le azioni ordinarie nelle sedute notturne e asiatiche sono inoltre fiorite più su, guidate principalmente dall’Hang Seng (su 5,5%) e dal Kospi (quasi 4% più alto). I tassi di scambio del mercato monetario, l’obiettivo obiettivo reale della decisione sui tassi di swap, si sono abbassati significativamente, con lo swap EUR a 3 mesi in caduta da 30bp a -133bp.
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Azione globale per una valuta globale. I mercati ulteriormente in rally nell’ultimo giorno di contrattazione del mese sull’annuncio coordinato dalle principali banche centrali che ridurranno il tasso pagabile sulle loro linee di swap sul dollaro (di 50bp). Per certi versi, questo potrebbe essere stato interpretato come segno che le cose sono realmente gravi perché le banche centrali si sono riunite per fare qualcosa. Alternativamente, è una riflessione sul fatto che il dollaro è attualmente una valuta globale con scarsità di offerta. Propendiamo di più verso la seconda soluzione. Lo sforzo nei mercati di finanziamento del dollaro è stato evidente per un po’ di tempo ed abbiamo scritto a questo proposito in parecchie occasioni. Le banche centrali hanno introdotto tali linee di finanziamento del dollaro in conseguenza della ultima parte di crisi del credito nel 2008 ed in gran parte sono rimaste in essere da allora, anche se non utilizzate su base continuativa. Il fatto che siano state adeguate per il fine anno non dovrebbe essere tanto sorprendente, dato che questo succede quando l’esigenza di liquidità tende ad essere più grande. È una riflessione del fatto che il dollaro è una valuta di riserva globale attualmente scarsa sull’offerta di mercato il che è differente dal rilevare che le banche centrali stiano adottando un approccio coordinato ai cambiamenti di politica monetaria, cosa che succede su base molto meno frequente.
La testardaggine dell’economia tedesca. Roma potrà anche bruciare ed Atene sbriciolarsi ma per i tedeschi gli affari vanno come di consueto, con l’economia che mostra un’elasticità straordinaria all’agitazione che sta infiammando le economie oltre confine. Le vendite al dettaglio reali sono aumentate ad ottobre 0,7%, oltre le aspettative, con i consumatori intenzionati ad alzare la loro spesa durante la stagione festiva di più del 4%. Parallelamente secondo GfK la fiducia dei consumatori si è innalzata nel mese corrente, aiutata da una volontà molto maggior di spendere. Inoltre, la disoccupazione in Germania è scesa di altre 20K a novembre, con il tasso di disoccupazione che in ribasso al 6,9%, il più basso in Europa.


