Parole fuori luogo.

Daily Forex Brief 17/02/12 by Michael Derks, Chief Strategist Un elemento indicativo degli interessi politici e finanziari in gioco connessi all’impasse del debito greco è l’escalation verbale tra i politici...

Daily Forex Brief
17/02/12 by Michael Derks, Chief Strategist

Un elemento indicativo degli interessi politici e finanziari in gioco connessi all’impasse del debito greco è l’escalation verbale tra i politici greci e quelli del nord Europa. In un periodo critico ed estremamente delicato, un’escalation verbale è comprensibile da un lato, ma anche molto pericolosa. Prima della conference call di ieri, Finlandia e Paesi Bassi premevano per il rinvio del salvataggio greco a dopo le prossime elezioni. Senza dubbio, la discussione di mercoledì era incentrata sulla proposta di un conto vincolato accennata di recente, e la possibilità di dare alla Grecia un prestito ponte per coprire il rimborso delle obbligazioni a marzo. Inoltre i leader avranno parlato di quanto siano fiduciosi nei confronti delle rassicurazioni fornite dai dirigenti dei vari leader dei maggiori partiti politici greci sull’attuazione delle misure di austerità. Alcuni partecipanti avranno sollevato la questione di quanto un default della Grecia potrebbe essere dannoso (o meno) in questo momento, soprattutto perché ci sono seri dubbi sul fatto che la ristrutturazione molto costosa del debito possa essere approvata dai parlamenti nazionali in tempo. Francamente sembra molto improbabile che il secondo piano di salvataggio e la ristrutturazione del debito Greco diventino realtà nel breve termine. Il tempo stringe e la volontà politica del nord si sta sbriciolando. La soluzione di mezzo, ovvero concedere alla Grecia un prestito di transizione ‘conveniente’, anche se vincolante, per soddisfare il prossimo rimborso obbligazionario in scadenza sembra sempre più probabile. L’Europa potrebbe quindi ritardare (di nuovo) l’esame di un ulteriore versamento di finanziamenti di salvataggio e di ristrutturazione del debito, e/o pensare più seriamente se è pronta a lasciar andare la Grecia. Inutile dire che l’acredine tra le due parti rende la situazione ancora più instabile di prima e più spaventosa per gli investitori. Se la Grecia va in default solo un ingenuo può pretendere che il Portogallo, la Spagna e la Francia non ne risentiranno..

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Un abisso sempre più profondo nel mercato del lavoro in Portogallo. L’economia si trova nel bel mezzo di una terribile recessione, non è sorprendente che le condizioni del mercato del lavoro continuino a peggiorare rapidamente. Durante l’ultimo trimestre 2011, il tasso di disoccupazione è salito al 14,0% rispetto al 12,4% nel terzo trimestre e all’11,1% di un anno fa. L’economia si è fortemente contratta nel quarto trimestre per un 1,4%, corrispondente ad un calo su base annuale del 2,7%. Secondo la Commissione Europea, l’economia si ridurrà ulteriormente del 3% quest’anno. Purtroppo l’austerità fiscale diventa molto costosa quando si cerca di correggere contemporaneamente bilanci altamente indebitati e problemi di competitività.


La Cina s’invola dal dollaro. É sempre più evidente la tendenza della Cina a ridurre la sua esposizione al dollaro e alle obbligazioni verso il governo degli Stati Uniti. Durante l’anno trminato a dicembre, le riserve valutarie in Cina sono aumentate da 330 miliardi di dollari a 3180 miliardi. Nello stesso periodo gli investimenti cinesi in buoni del Tesoro statunitense sono diminuiti di 60 miliardi USD ora a 1100 miliardi USD. I leader politici cinesi hanno chiarito in passato le loro preoccupazioni per quanto riguarda la direzione della politica fiscale statunitense e il massiccio passivo finanziario assunto dal governo degli Stati Uniti. Per questa ragione principale la Cina si è adoperata per la riconversione dal dollaro negli ultimi dieci anni. Senza dubbio questo processo di diversificazione dal dollaro avrebbe potuto essere ancora più rapido l’anno scorso se non fosse stato per le paure fondate sulla longevità delle euro.

Spuntano ancora più germogli di ripresa negli Stati Uniti. Sembra ancora prematuro dichiarare che la ripresa è arrivata negli Stati Uniti, ma anche così si deve ammettere che le sorprese economiche positive stanno diventando comuni. Senza dubbio il miglior esempio è il mercato del lavoro: nell’ultima settimana le richieste di indennità di disoccupazione sono calate di un altro 13K a 348 K, un minimo quadriennale, molto più in basso dalla vetta di 659 K registratasi indietro nel tempo a marzo 2009. Come sono cambiati i tempi. Molte meno persone stanno perdendo i loro posti di lavoro in questi giorni, e inoltre c’é un numero molto maggiore di persone che lo stanno trovando. Il settore dell’edilizia privata (abitazioni ad uso domestico), che crollò di un incredibile 75% nei tre anni dall’inizio del 2006 ai primi mesi del 2009, ha voltato pagina: la costruzione di nuove abitazioni è aumentata del 35% dal mese di febbraio dell’anno scorso. Per coloro che cercano cose di cui preoccuparsi, c’è il più elevato prezzo del petrolio, che comincia a riflettersi sui distributori di benzina. Tutto sommato questo miglioramento dell’umore dell’economia non sta facendo per niente male al Presidente Obama.

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