Procter&Gamble presenta i risultati del quarto trimestre del 2011, seppur le vendite sono cresciute del 3,7% gli utili sono in calo. Tagliate le stime di crescita per l’intero anno fiscale Il colosso industriale made in USA Procter&Gamble taglia le stime di crescita per l’intero 2012 ed alza i prezzi dei propri prodotti in tutto il mondo.
L’Azienda – primo gruppo a livello mondiale nella produzione di beni di consumo – teme la volatilità delle valute che nelle previsioni della società potrebbe costare fino a 23 centesimi per azione. E così l’utile atteso per i prossimi 12 mesi scende da 4,33 dollari per azione a 4,10 dollari.
Complessivamente nel secondo trimestre fiscale gli utili per azione sono calati del 49% a 1,10 dollari (contro una stime degli analisti a 1,08 dollari) pari a 1,69 miliardi. Il risultato per azione è stato di 0,57 dollari, ma al netto di alcune voci straordinarie il dato sale a 1,1 dollari, oltre gli 1,08 messi in conto dal mercato.
In crescita del 4% i ricavi che sono passati da 21,35 a 22,14 miliardi di dollari, al di sotto delle previsioni degli analisti che avevano stimato un giro d’affari più corposo a 22,19 miliardi.
Oltre alle materie prime a pesare sui conti del gruppo sono anche gli oneri straordinari per un totale di 1,5 miliardi. Diversamente, le vendite sono cresciute del 3,7% a 22,14 miliardi di dollari. In peggioramento i margini di profitto che sono scesi al 49,7% a 1,69 miliardi di dollari, dal 51,8% di un anno fa. L’azienda prevede che i maggiori costi di produzione incidano anche sui risultati del trimestre in corso, per il quale preventiva profitti tra i 91 e i 97 centesimi ad azione, al di sotto delle attese degli analisti (1,06 dollari).
Clizia Savarese
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